Archivio per la Categoria USA

I PONZI SIETE VOI!

Postati in mercato, nouriel roubini, pyramid scheme, ROUBINI, schema piramidale, USA, valori, valori azionari su marzo 13, 2009 da davidesher

ALTRO CHE FONZIE… PONZI FA RIMA CON STRONZI

Da Roubini Global Econmonitor (www.rgemonitor.com)

Gli americani hanno vissuto in una Ponzi-economia inventata (un gigantesco schema piramidale) per un decennio o forse più. Bernie Madoff è lo specchio di un’economia Americana “made-off” (inventata, appunto) e dei suoi agenti sovraesposti: un castello di carte di acrobazie finanziarie da parte di famiglie, società d’investimento e corporation che ora è crollato.

Quando l’individuo ottiene un mutuo con un deposito di zero dollari per comperare una casa e quindi non ha alcun capitale nel valore della proria casa, la sua leva è virtualmente infinita e sta quindi entrando nel gioco Ponzi (lo schema piramidale).

E la banca che gli ha dato, senza alcuna garanzia, un prestito NINJA (No Income, No Job and Assets) bugiardo, di cui per anni puoi ripagare solo l’interesse, con ammortizzazione negativa e un tasso iniziale accattivante, stava anch’essa giocando con il sistema Ponzi (piramidale).

E le società d’investimento che hanno messo insieme più di un triliardo di dollari di LBO (Leveraged Buyouts: l’acquisizione di una società da parte di un’altra società usando quasi esclusivamente denaro preso in prestito) negli ultimi anni con un rapporto debito/guadagni superiore a 10 erano anch’esse società Ponzi che giocavano con lo schema Ponzi.

E un governo che stipula triliardi di dollari di nuovi debiti per pagare per questa grave recessione e socializza le perdite private rischia di diventare un governo Ponzi se – nel medio periodo – non si riporta su una linea fiscale disciplinata e basata sulla sostenibilità del debito.

E un Paese che – per oltre 25 anni – ha speso più di quanto guadagnava e ha attuato una serie infinita di deficit contabili ed è così diventato il più grande debitore estero del Mondo (con un debito estero netto che potrebbe superare i 3 triliardi di dollari entro la fine di quest’anno) è anch’esso un Paese Ponzi che potrebbe a un certo punto diventare insolvente se non riesce – in tempo e per tempo – a stringere la cinghia e diminuire i deficit nel budget fino a trasformarli in surplus.

Quando, costantemente, anno dopo anno, consumi più di quello che guadagni (una famiglia con risparmi al passivo, un governo con un deficit del buget, un società o istituto finanziario con continue perdite, un Paese con un deficit contabile) stai giocando al Ponzi game: in termini economici non stai soddisfacendo i requisiti intertemporali del tuo budget a lungo termine, contraendo prestiti per pagare gli interessi dei debiti precedenti, e stai quindi seguendo una dinamica di debito insostenibile (con il debito che cresce più rapidamente dell’interesse) che alla fine porta all’insolvenza.

Secondo la teoria economica, gli agenti Ponzi sono coloro (famiglie, aziende, banche) che hanno bisongo di contrarre prestiti per ripagare sia il prestito iniziale sia gli interessi del proprio debito: hanno bisongo di incrementare costantemente il valore di ciò in cui hanno investito per continuare a finanziare i loro obblighi verso i creditori.

Secondo questo standard, i nuclei famigliari statunitensi il cui debito è passato dal 65% delle entrate quindici anni fa al 100% delle entrate nel 2000 e al 135% delle entrate oggi stavano giocando al Ponzi game.

Un’economia dove il rapporto debito/PIL (di famiglie, società finanziarie e corporation) è oggi pari al 350% è una Ponzi-economia made-off (inventata). E ora che il valore delle case è sceso del 20% e cadrà di un’’altro 20% prima di raggiungere il livello minimo, ora che il valore delle azioni è crollato del 50% (e potrebbe scendere ancora), usare le case come bancomat e contrarre prestiti contro il valore della casa per finanziare il consumo Ponzi non è più attuabile. La festa è finita per le famiglie, le banche e le corporation sovraesposte.

Lo scoppio della bolla immobiliare e della bolla azionaria e della bolla degli hedge fund e della bolla del credito ha dimostrato che la ricchezza che ha supportato l’enorme esposizione economica e le spese insostenibili degli agenti dell’economia era una ricchezza falsa creata dalle bolle. Ora che queste bolle sono scoppiate è chiaro che l’imperatore era nudo e che gli americani sono l’imperatore nudo. La crescita delle bolle nascondeva il fatto che la maggior parte degli americani e delle loro banche stavano nuotando nudi: lo scoppio delle bolle è la bassa marea che ha mostrato a tutti chi era nudo.

Madoff ora passerà il resto dei suoi giorni in galera. Le famiglie americane, le società finanziarie e le società non finanziarie passeranno la prossima generazione nella prigione del debito, con l’obbligo di ridurre al minimo spese e consumi per ripagare le perdite inflitte da più di un decennio di investimenti scriteriati, consumi esagerati e rischi sconsiderati.

Americani, guardatevi allo specchio: Madoff siete voi e i Ponzi siete voi!

GLI USA FUORI DALLO SPAZIO

Postati in bush, bush. obama, constellation, nasa, new space vision, shuttle, USA, x33 su gennaio 31, 2009 da davidesher

Per almeno i prossimi 5 anni, gli Stati Uniti rischiano di dover dipendere dalle navette straniere per portare astronauti in orbita

Tra quelle che, secondo il Government Accounting Office (agenzia bipartisan del Congresso USA), sono le 13 piú importanti decisioni che Obama dovrá prendere nel corso del suo mandato, ci sará anche il futuro dello Shuttle, il veicolo spaziale riutilizzabile voluto da Nixon e varato dalla NASA nel 1979. Il programma Shuttle, che negli anni ha incluso 5 diverse navette (Columbia, Challenger, Discovery, Atlantis ed Endeavor), di cui due, Challenger e Columbia, sono andate distrutte in incidenti al decollo e al rientro, dovrá essere dismesso entro il 2010 per far spazio al nuovo programma Constellation.

Al momento, infatti, i fondi necessari per gestire lo Shuttle rendono impossibile lo svilppo della nuova navetta che rappresenterebbe un piccolo “ritorno al passato”: un mix tra le tecnologie dello Shuttle e quelle del precedente programma Apollo. Non interamente riutilizzabile come lo Shuttle, sará composta da un razzo di classe Ares e dalla navetta Orion, in grado di ospitare 6 persone. Nel periodo tra il 2010 e il 2015, data in cui il progetto Constellation dovrebbe essere completato, gli USA dipenderebbero interamente dalla navetta russa Soyuz - che attualmente é l’unico veicolo spaziale in grado di portare astronauti umani in orbita – per raggiungere la Stazione Spaziale Internazionale, che loro stessi hanno in gran parte finanziato.

Oltre a prevedere, con estrema lungimiranza, l’esplorazione umana di Marte, nella sua New Space Vision del 2004, George W. Bush aveva approvato un decreto che obbligava la NASA a mantenere la flotta Shuttle attiva almeno fino ad aprile 2009 A questo punto toccherá ad Obama decidere se, gli USA, che dagli anni ‘60 sono stati all’avanguardia dell’esplorazione spaziale, si ritroveranno “appiedati” per almeno 5 anni.

L’ironia é che gli USA hanno sprecato tempo e fondi preziosi (quasi un miliardo di dollari), tra il 1996 e il 2001, nello sciagurato programma X33, una joint venture con Lockheed Martin (la stessa che dagli anni ’80, sviluppa il fallimentare Missile Defense System per creare due nuovi veicoli spaziali riutilizzabili, che avrebbero dovuto sostituire la flotta Shuttle e invece sono stati cancellati dopo anni di fallimenti e preventivi errati.

Ora Obama ha ben altro a cui pensare, con un debito pubblico di oltre 10 triliardi di dollari (in impennata dal 2000), un sistema sanitario inadeguato e la prioritá dichiarata di investire prima di tutto in tecnologie per salvaguardare l’ambiente. All’inizio della sua campagna Obama aveva anche auspicato che l’avvio del programma Constellation venisse posticipato di almeno cinque anni per spostare i fondi verso programmi educativi salvo poi tornare sui suoi passi e dichiarare che “la sua amministrazione supporterá lo sviluppo di questa piattaforma vitale, assicurando che la dipendenza degli USA sulle capacitá aerospaziali di altre nazioni sia limitata al minor tempo possibile”.

UCCIDERANNO OBAMA

Postati in guerra, jfk, kill, medio oriente, obama, presidente, uccidere, USA su gennaio 14, 2009 da davidesher

E’ poco ma sicuro e mi dispiace assai. Ammetto che non credevo che Obama avrebbe davvero vinto le elezioni pero’ le ha stravinte. E’ vero che da allora e’ gia’ sceso a molti compromessi ma sta di fatto che la sua integrita’ morale e la sua linea politica sono troppo distanti da quelle dei poteri forti americani… i vari Bush, Rockfeller, Rotschild ecc. Per quanto Obama possa scendere a qualche compromesso non potra’ mai arrivare a un livello accettabile per i veri interessi che muovono l’america (e il mondo) da dietro le quinte.

E poi e’ davvero troppo simile a JFK in tutto e per tutto. Arriva in un simile momento storico (guerra business in Vietnam contro il fantasma del comunismo = guerra business in Afghanistan e Iraq contro il fantasma del terrorismo internazionale). E’ il primo presidente nero come Kennedy fu il primo presidente cattolico. E poi ho appena scoperto che la vera ragione per cui fu ucciso Kennedy (vedi il documentario ZEITGEIST) era la sua aperta opposizione al (e la sua denuncia del) controllo esercitato da una ristretta oligarchia di ricchissimi industriali/finanzieri (i vari Rockfeller, Rotschild, Bush ecc.) sulla politica e sull’economia americana. Obama rischia di trovarsi nella stessa situazione.

Ancora prima di prendere le redini del potere esecutivo americano, Obama ha gia’ dimostrato due cose: una e’ che e’ un uomo di un carisma impressionante (e il carisma secondo me va di pari passo con la forza dei propri principi), l’altra, purtroppo, e’ che e’ un ingenuo che crede davvero di poter cambiare le cose e far felici tutti.

Obama crede di poter tagliare le tasse e aumentare la spesa pubblica. E crede anche di poter fermare la guerra continuando a farla. Crede che bastera’ dare il contentino di un incremento dell’attivita’ militare in Afghanistan agli industriali bellici per fargli accettare il ritiro dall’Iraq. Invece loro hanno gia’ gli occhi puntati non solo sull’Iraq ma anche sull’Iran. Il ritiro delle truppo dall’Iraq sara’ probabilmente il punto di rottura e lo uccideranno. Secondo me avverra’ circa 2 anni e mezzo dall’inizio del suo mandato, nel luglio del 2011.

In un certo senso ci spero perche’ vorra’ dire che non ha tradito i propri principi. Credo che dopo aver cercato senza successo di bilanciare gli interessi della gente e quelli delle oligarchie, anche Obama cerchera’ di denunciarli perche’ e’ troppo intelligente e moralmente integro per non capire che quella e’ l’unica cosa giusta da fare. E lo fara’ sapendo di andare incontro alla morte. Speriamo almeno che la sua morte non sia invano e che scateni una serie di reazioni a catena in tutto il mondo – un mondo in cui la gente sara’ gia’ allo stremo (e sempre piu’ incazzata) per il perdurare della crisi strutturale dell’economia capitalista – che non potranno essere soffocate dalla retorica dei putenti e dalle bugie dei mass media.

E forse sara’ finalmente l’inizio di qualcosa di nuovo.

LA LIBERTA’ DI RUBARE E LA LIBERTA’ DI FARE LA FAME

Postati in cina, comunismo, crisi, economia, libertà, materailismo, russia, unione sovietica, USA, valori su dicembre 12, 2008 da davidesher


La tanto invocata libertà che dovrebbe essere garantita dalla democrazia è un argomento che andrebbe approfondito, soprattutto adesso, con la crisi di sovrapproduzione all’orizzonte.

Andiamo un po’ indietro a quando esisteva un’alternativa percorribile (non dico giusta, dico solo percorribile) alla democrazia capitalista, cioè il blocco sovietico pseudocomunista (o comunque capitalista di stato). Quando è crollato io avevo circa 15 anni ma, visto che comunque sono cresciuto con un’educazione aperta e filocomunista (non filosovietica) mi sono comunque chiesto: ma questa libertà che i popoli dell’europa dell’est e delle repubbliche ex sovietiche invocano cos’è?

Secondo me, oltre alla possibilità di viaggiare ed emigrare all’estero (la prima un lusso per soli ricchi e la seconda una croce per i più poveri) la libertà che chiedevano e che hanno ottenuto è stata la libertà per i ricchi di essere ricchi e per i poveri di fare la fame.

Quelli che chiedevano questa libertà a gran voce erano probabilmente le elite con maggiori mezzi (economici e mediatici) che con lo pseudocomunismo sovietico venivano obbligati a vivere al di sotto di quello che sarebbe stato il loro potenziale in uno stato capitalista. I poveri erano poveri e credo si possa stare sicuri che sono rimasti poveri. Anche la tanto evocata, fondamentale e irrinunciabile libertà d’espressione è in realtà una libertà solo per chi dispone dei mezzi e della conoscenza necessaria per esprimersi. Se c’è libertà di espressione ma poi le persone non hanno la conoscenza per esprimersi, che libertà è? Anzi, semmai lo presudocomunismo garantiva alcune tutele (come la sanità e l’educazione pubblica) che, con la caduta del blocco, non sono più garantite. Non dico che quel sistema fosse giusto, però credo che per i poveracci la situazione sia inizialmente (e solo parzialmente) migliorata solo perchè un sistema capitalista costruito sulle basi solide (l’educazione fisica e mentale) imposte con la forza dal precedente regime pseudocomunista non può che proliferare in un primo momento. Liberi di vedere i propri sforzi retribuiti con compensi materiali (e senza che la legge del profitto fosse più regolamentata da regimi autoritari) i più abili hanno potuto dar vita a economie frizzanti, svendutesi all’occidente per quelli che potevano sembrare tanti (ma erano pochi) soldi. Dopo quasi un ventennio, però, il processo si sta inevitabilmente esaurendo. Adesso ci sarà da vedere quali, nel momento in cui le economie mondiali si fermano, saranno le condizioni di vita in quei paesi e se davvero la maggior parte della gente vorrà ancora considerarsi libera.

La liberà della democrazia è sempre di più la libertà per i ricchi di essere sempre più ricchi, per i poveri di essere sempre più poveri e per i criminali di rimanere impuniti. Questa è la libertà che, ad esempio, chiede sempre a gran voce berlusconi. Quando dice che il governo di sinistra è autoritario vuol dire che qualcuno gli sta impedendo di rubare. Quando dice che non c’è democrazia vuol dire che qualcuno vuole limitare i suoi giri loschi. Quando dice che i giudici lo perseguitano vuol dire che è stato beccato per qualche malefatta. Il partito di berlusconi si chiama Popolo della Libertà perchè è il partito di un popolo di criminali che sono in libertà (nel senso che non sono in galera dove dovrebbero essere). E’ ironico che berlusconi oggi rappresenti la destra, perchè tradizionalmente la destra è costituita da persone che vogliono ordine e regole severe, magari non per loro stessi ma per tutti gli altri. Invece berlusconi ha così tanti amici mafiosi che alla fine favorisce tutta la malavita organizzata. Oggi la sinistra non esiste più ma neanche la destra esiste. Quella che chiamiamo destra rappresenta il liberismo, cioè la possibilità per i ricchi capitalisti di fare quasiasi cosa. Che tra l’altro è la causa primaria della crisi finanziaria che stiamo attraversando.

Lo stesso vale per qualsiasi altro Paese capitalista al giorno d’oggi, dagli USA alla Russia. Forse nei paesi islamici e in Cina, dove per altro, secondo gli standard occidentali non c’è libertà, esistono altre leggi che hanno la priorità sul profitto ad ogni costo ma – sia chiaro – quei modelli (di stati religiosi e religioni statali) non sono sicuramente auspicabili. Germania e Francia sembrano, oggi come oggi i meno peggio, in quanto a corruzione statale ma sembrano anche molto poco influenti negli affari mondiali.

Credo che sia proprio per questo che stiamo assistendo a una crescita dell’odio xenofobo e del nazionalismo in Europa. In un mondo governato da criminali nessuno sa più a chi credere e si fida solo di chi gli è più simile. Non ci sono valori (sono stati uccisi dal materalismo più bieco) se non l’ideale populista che tutti gli altri sono cattivi. E mi sembra naturale che questo odio cresca soprattutto nei Paesi che prima erano presuodcomunisti e che oggi non sono più nulla.

A BLACK TARGET

Postati in bianchi, crisi, europa, internazionale, neri, obama, president, target, USA su dicembre 12, 2008 da davidesher

Ho letto un concetto interessante in un articolo del giornalista francese Emmanuel Todd, pubblicato in Internazionale (come avrete notato scrivo commenti ad articoli apparsi su Internazionale durante il weekend perchè lo ricevo venerdì). Fatta la premessa che la cultura americana si basa da sempre su due costanti, l’amore per i soldi e l’odio per i neri, Todd fa notare che:

1 il presidente nero arriva dopo quarant’anni di distruzione del principio di uguaglianza tra i bianchi (nel senso che, se una volta, schiavitù e razzismo a parte, la democrazia americana era un concetto valido almeno per i bianchi, ora neanche questo è più vero).

2 proprio nel momento in cui l’america esce dallo stato di democrazia per raggiungere – e io aggiungerei definitivamente, visto che questo è processo è stato avviato da tempo – quello di oligarchia, si concede un presidente nero.

3 che – e questo era il succo, nonchè il titolo, dell’articolo – l’elezione di Obama è un gioco di prestigio per sviare l’attenzione dal vero, enorme, casino della crisi finanziaria.

L’unca cosa che mi lascia perplesso è che per Todd questo gioco di prestigio funzionerà solo su giornalisti e ideologi, a cui è più facile perdonare le fantasie finanziare americane, mentre per chi ha perso tanti soldi e si sente defraudato (le oligarchie europee – e asiatiche aggiungeri io – non sarà altrettanto facile.

Quindi la crisi finanziaria americana ha fatto male solo ai ricchi che hanno perso tanti soldi (che per altro erano soldi finti, di carta, gonfiati dalle varie bolle finanziarie e dagli schemi piramidali)?

Se invece, tra le vittime della creatività finanziaria americana contassimo anche i lavoratori che hanno perso o perderanno il lavoro e i poveri che diventeranno ancora più poveri, si potrebbe dire che la crisi è un grande unificatore delle classi?

Tutti uniti nell’odio per l’america? Proprio adesso che ha eletto un presidente nero?

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