Archivio per la Categoria sovrapproduzione

COSA CI ASPETTA

Postati in capitalismo, mercato, progresso tecnologico, recessione, ripresa, ROUBINI, sovrapproduzione, sviluppo sostenibile, varie su marzo 18, 2009 da davidesher

Come spiega ampiamente e dettagliatamente il grande economista Nouriel Roubini nell’intervento riportato nel mio post precedente (NESSUNA RIPRESA IN VISTA) una ripresa reale, sostenuta e duratura dell’economia globale e dei mercati finanziari è ancora lontana.

Ci aspettano tempi ancora più difficili, potenziali crolli dei fondi sovrani, insolvenze e bancarotte nazionali, disoccupazione dilagante, una nuova esplosione di movimenti indipendentisti e anche terroristi, diffusione dilagante dei narcotici più distruttivi predandosi sulla perdita di speranza delle popolazioni ricche e sulla disperazione delle popolazioni povere, conflitti regionali e violenza a tutti i livelli, dalla famiglia all’oppressione dei padroni verso lavoratori, cittadini e immigrati.
L’ultima volta che il mondo ha vissuto una crisi strutturale di queste dimensioni era durante la Grande Depressione e il risultato è stato la distruzione totale della Seconda Guerra Mondiale che ha permesso al mondo di vivere in seguito una fase di ricostruzione e ricchezza senza paragoni (che, ovviamente, non è stata sfruttata nel modo giusto).
Quindi cosa ci riserva il futuro? Paradossalmente il nucleare, che ha sancito la fine della Seconda Guerra Mondiale, potrebbe continuare a essere l’unico e elemento che ci protegge dalla guerra su larga scala. Un capo di Stato irrazionale e non attualmente coinvolto nel giro degli Stati che governano il mondo (quindi Kim Il Sung della Corea del Nord, Ahmadinehjad dell’Iran o Asif Ali Zardan del Pakistan) potrebbero (ma io credo che sia un’eventualità assai remota) decidere di usare una bomba atomica contro uno stato nemico ma è difficile che i capi delle altre potenze atomiche (Russia, America, India, Francia, Israele, Cina) accettino di confrontarsi su scala atomica perchè il loro interesse comune è nel dominare, opprimere e sfruttare il mondo e le sue risorse ed è impossibile sfruttare un mondo avvolto dall’inverno nucleare.
Quindi, grazie al nucleare, la guerra mondiale (purtroppo per i capi mondiali che avrebbero sicuramente preferito l’opzione di mandare al massacro milioni e milioni di persone per favorire il boom produttivo del business bellico ed eliminare più rapidamente, tra morti, soldati e nuovi impieghi nell’industria bellica, la disoccupazione) non è più una possibilità e la ripresa dovrà avvenire in modo molto più graduale.
Come ho scritto in una blog entry di alcuni mesi fa (A DARK FUTURE FOR AMERICA, dicembre 2008) il regista James Cameron è stato un visionario quando nel serial tv da lui realizzato nei primi anni 2000, Dark Angel, ha ipotizzato l’America afflitta da una depressione economica in un futuro prossimo altamente tecnologico. E’ proprio questo, in effetti lo scenario più plausibile.
I soldi sono finiti. Negli sprechi dell’ultimo ventennio sono stati bruciati non solo quelli da investire oggi ma anche quelli da investire domani, dopodomani e per i prossimi 10-50 anni. Questo significa che invece di avere miliardi di dollari (o euro, yuan, yen, rubli) da investire in idee strampalate e schemi truffaldini, ci saranno pochi milioni (o migliaia) di dollari (o euro, yuan, yen, rubli) da investire nelle idee più geniali, concrete e limpide che la mente umana saprà inventare.
Paradossalmente questo potrebbe essere un bene. Visto che dovremo anche fare i conti con la crisi ambientale ci sarà una spinta verso la creazione di tecnologie in grado di ottimizzare i consumi oppure verso tecnologie davvero innovative come la meccanica quantistica, le nanotecnologie (vedi blog entry SARANNO LE NANOTECNOLOGIE A TRAINARE LA RIPRESA?) e le cellule staminali, che hanno fatto progressi in questi ultimi anni senza beneficiare del doping finanziario derivante dai capitali azionari o governativi (visto che le banche hanno puntato sulla pura speculazione finanziaria del credito subprime/ponzi (vedi blog entry I PONZI SIETE VOI) e il governo Bush ha tagliato i fondi governativi alla ricerca sulle cellule staminali embrionali come sua prima decisione esecutiva dopo aver preso il potere con un colpo di stato giudiziario nel 2001.
Questo significa che quando, tra due, tre, quattro o anche cinque anni il mercato avrà raggiunto il suo punto più basso ed eliminato tutte le tossine finanziarie (ammesso che ciò sia possibile ma, per quanto un poco mi spiaccia ammetterlo, perchè, per come ci siamo comportati, non ce lo meritiamo, la possibilità concreta di una ripresa, basata forse su un diverso ordine globale, esiste) comincerà di nuovo a crescere ma lo farà a tassi molto moderati, come d’altra parte accade in qualsiasi mercato che non è gonfiato dalle truffe Ponzi, rallentato ulteriormente dalla zavorra dei debiti che abbiamo accumulato. A questa crescita debole ma prolungata (azionaria ed economica) non corrisponderà un benessere fasullo e sprecone come nel ventennio a cavallo del millennio ma corrisponderanno invece progressi tecnologici significativi (non necessariamente benefici).
L’evoluzione politica e sociale del mondo è interamente un altro discorso. Nei prossimi anni, sotto questo aspetto, vedo solo grandi passi indietro. Se la nostra crescita tecnologica sarà gestita nella maniera giusta sul lungo periodo (cosa che dubito) potremo avere anche una crescita sociale ma credo che prima che ciò succeda dovranno avvenire grandi cambiamenti che oggi non possiamo neanche immaginare.

NASCERE, CRESCERE, MORIRE

Postati in beppe grillo, crescita economica, decrescita, internazionale, mediocrazia, morte, new scientist, plutocrazia, sovrapproduzione, sviluppo sostenibile su dicembre 12, 2008 da davidesher


Vorrei soffermarmi su un’altra spinosa questione che mi ha sempre lasciato perplesso e che un paio di articoli di Internazionale (tutti presi dalla rivista New Scientist) hanno riportato alla mia attenzione. La questione e’ quella della crescita economica. Ma mi volete spiegare perchè bisogna sempre crescere a tutti costi?

Una risposta che ho ricevuto (da mio padre che e’ dirigente d’azienda ed MBA) e’ che l’economia di un paese deve crescere perche’ la gente vuole vivere sempre meglio. Ok. Ci sta. Ma non mi sembra che stiamo vivendo sempre meglio eppure l’economia occidentale e globale (a parte brevissime pause viste dai media come disastri epocali) non ha fatto altro che crescere dalla seconda guerra mondiale.

Negli articoli di New Scientist fanno notare alcune cose interessanti correlate tra loro. Una e’ che gli economisti, a differenza degli scienziati, non vedono le risorse della Terra come quantita’ limitate ma anzi le vedono come disponibili in base ai bisogni dell’industria. Quindi per loro l’economia può solo crescere ma ovviamente non è così. Un’altra e’ che, adesso come adesso (e anche questo non è un concetto nuovo), se tutto il mondo vivesse secondo gli standard americani (che tutti invidiavano e ammiravano, almeno fino a 2 mesi fa) ci vorrebbero 5 pianeti, per lo standard britannico 3 pianeti. La terza è che l’idea che ci viene inculcata comunemente è che piu’ cresce l’economia e si arrichiscono i ricchi, piu’ si arricchiscono anche i poveri. Solo che per ogni americano che si arricchisce di 160 dollari, un povero del terzo mondo ne guadagna solo 1. E per far arricchire un americano di 160 dollari le risorse buricate sono tante, tanto piu’ che questa forbice si allarga ulteriormente se consideriamo che anche in america il 10% della popolazione possiede il 90% della ricchezza.

A questo ragionamento, che gia’ di per se mostra la nauseante falsita’ dell’idea che abbiamo oggi della crescita economica e dei sui benefici, va aggiunto un altro concetto espresso negli articoli di New Scientist ma che a dire il vero avevo gia’ letto in un intervento di Beppe Grillo un paio di anni fa. E cioe’ che quando si calcola la crescita economica in valore non si sottrae mai nulla per tutto cio’ che esiste in natura e viene distrutto. Quindi le foreste che vengono bruciate e tagliate non hanno alcun costo contabile se non quello delle motoseghe ecc. L’acqua che viene inquinata non costa assolutamente nulla (anzi il costo nasce solo se viene introdotto l’obbligo di utilizzare depuratori). Grillo aveva fatto l’esempio che tutto il latte di mamma del mondo costa meno di un litro di latte industriale.

Anche se, in effetti, gli articoli di New Scientist spingevano (alla buon ora) il concetto di decrescita e la necessita’ di ridistribuire la ricchezza, la grandissima maggioranza dei media mondiali vede le cose diversamente. Quasi tutti si illudono che sara’ possibile ripristinare la crescita economica semplicemente investendo sulle tecnologie pulite. Hahahahahahaha.
Ma se cio’ fosse possibile, non l’avrebbero gia’ fatto? Il punto e’ che le tecnologie pulite non esistono. Sono un farsa. Quelle che esistono oggi inquinano tanto quanto il petrolio solo che lo fanno in maniera differente. Invece di bruciare il petrolio per produrre energia si inquina nel processo produttivo dei pannelli solari, invece di inquinare con il gasolio e la benzina si inquina producendo l’idrogeno liquido. Eccetera eccetera. La questione e’ che qualsiasi processo in grado di produrre l’assurda quantità di energia che utilizziamo – e soprattutto che sprechiamo, in nome del consumosmo e della crescita economica – oggi avra’ inevitabilmente effetti dannosi sul pianeta. L’unica possibilita’ e’ tornare indietro. E anche di tanto.

Alcuni ipotizzavano che basterebbe imporre alle banche di incentivare gli investimenti di aziende che vogliono puntare sulle energie pulite e sulla produzione ecosostenibile. E chi lo farebbe? Quale governo oggi ha quel potere? Nessuno. Nessuno perche’ la volonta’ popolare non ha più alcuna voce in capitolo nelle democrazie moderne. La democrazia e’ da tempo diventata una plutocrazia, una mediocrazia. Come puo’ un politico ribellarsi ai suoi padroni?

Ma il dogma della crescita a tutti i costi non si trova solo nelle economie nazionali. Le aziende devono crescere sempre e le persone pure. Ma che bisogno c’è di crescere? Se le persone rimanessere un po’ più giovani nella mente e nello spirito anche il mondo starebbe meglio. Invece no. Tutti dicono che bisogna crescere, che bisogna comportarsi da adulti, che si deve essere maturi.

Ma cosa c’è dopo che si ha finito di crescere?

Solo la morte.

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.