
Caro governo,
tu o gli altri siete continuamente migliorati nell’evolvere il significato del termine “governo”. Assieme alla televisione, in un tutt’uno incorporato, avete dettato i ritmi e le necessità che deve perseguire un’azione di governo, fino ad arrivare alla tentata istantaneità nel caso del sig. Englaro.
Allora, caro o cari governi, perchè non perseguire nella lungimirante strada? Battiamocene i coglioni dei vostri 20-40.000 al mese di stipendio nell’Italia che cade a pezzi e fottiamocene le balle della lotta di molti, di tutti i colori, per sopravvivere.
Cazzo! La tizia del Grande Fratello ha tirato un porta cenere? E allora si convochi subito il senato, e mezz’ora dopo la camera voti se è reato penale o meno. In 3 giorni, lasciandovi il weekend, sancite e scrivete in gazzetta quanto rischia. Allora forse gli italiani vi saranno grati per la vostra illuminata ………, cercando al solito di imitarvi.
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IL GOVERNO TELEVISIVO
Postati in governo, grande fratello, italia, televisione su febbraio 14, 2009 da davidesherROUBINI: IL MODELLO ANGLO-SASSONE HA FALLITO (E ANCHE IL MODELLO ITALIANO)
Postati in berlusconi tremonti, crisi, economia, italia, modello anglosassone, ROUBINI su febbraio 11, 2009 da davidesher
Ho scoperto che Nouriel Roubini, genio economista (già più volte citato in questo blog) che ha fatto parte dello staff di Clinton e oggi è uno dei consiglieri economici di Obama, è cresciuto ed è andato a scuola a pochi isolati da casa mia e che è stato anche compagno di scuola e amico di mio zio. Ecco un traduzione/sintesi di un suo recente intervento:
Rispondendo alle domande dei lettori di FT.com (Financial Times), Roubini, che è stato tra i pochi economisti a prevedere l’attuale crisi finanziaria, ha spiegato che il sistema di supervisione “si basava sull’autoregolamentazione e quindi, di fatto, sulla non-regolamentazione; su una disciplina del mercato che non può esistere insieme a euforia ed esuberanza irrazionale, su modelli di amministrazione del rischio che hanno fallito perchè – come ha detto un ex capo esecutivo di Citi – quando la musica suona bisogna alzarsi e ballare”.
“Tutte le colonne portanti di Basilea II hanno fallito ancora prima di essere implementate”, ha aggiunto, facendo riferimento alla regolamentazione internazionale che obbliga le banche a mettere da parte più capitale per mantenere l’attuale livello di prestiti.
Roubini ha anche predetto la possibilità del fallimento di un’altra grande banca: “In molti paesi le banche sono troppo grandi per fallire ma anche troppo grandi per essere salvate, se le risorse fiscali/finanziarie del governo sovrano non dovessero essere sufficienti a ripianare insolvenze di tali dimensioni nel sistema finanziario”.
Tradizionalmente solo i mercati emergenti hanno sofferto – e continuano a soffrire – di queste problematiche. Oggi però questo rischio sta crescendo anche nelle economie europee in cui le banche potrebbero essere troppo grandi per essere salvate dal governo sovrano: Islanda, Grecia, Spagna, Italia, Belgio, Svizzera e, alcuni dicono, persino il Regno Unito”.
“Esiste oggi un rischio – per ora relativamente basso – che alcuni Paesi vengano forzati fuori dalla zona Euro. L’intera idea di un’unione monetaria era basata sul fatto che non avendo più più avuto una politica monetaria e fiscale indipendente, i Paesi membri sarebbero stati spinti a implementare riforme strutturali in maniera più aggressiva per assicurare la crescita produttiva ed integrare le performance economiche.
La Germania ha attuato un massiccio piano di ristrutturazione che ha portato a una crescita della produttività, senza comportare una crescita troppo sostenuta dei salari, rendendola nuovamente competitiva
In Spagna, Portogallo, Italia e Grecia, invece, queste riforme strutturali sono state ritardate e la crescita nominale dei salari ha limato la crescita di produttività, causando un incremento del costo del lavoro che ha ridotto la competitività e che si aggiunge ai potenziali problemi legati alle insolvenze dei grandi istituti bancari.
Quindi l’unione monetaria e sotto pressione dall’aumento del divario tra i territori sovrani. Due anni fa, quando era all’opposizione, l’attuale primo ministro Italiano Silvio Berlusconi e il signor Tremonti, il suo ministro esonomico, hanno argomentato che l’euro è stato un disastro per l’Italia. Con amici come questi chi ha bisogno di nemici nell’Unione Europea?
Anche se il rischio di rottura nella zona euro è ancora lontano, questa crisi finanziaria ed economica è il primo vero test dell’unione monetaria.
Criticando l’approccio di USA e UK ai salvataggi delle banche, e paragonandoli ai tentativi del Giappone di risolvere la crisi bancaria degli anni ’90, Roubini ha aggiunto: “L’attuale approccio di USA e UK potrebbe risultare simile alla ‘banche zombie’ del Giappone, che non sono mai state adeguatamente ristrutturate e hanno finito per perpetuare la riduzione e il congelamento del credito”.
Gli economisti e i politici sperano di rilevare segnali di ripresa nelle principali economie mondiali nella seconda metà del 2009, quando gli stimoli dei governi e le azioni intraprese sui tassi di interesse dalle banche centrali cominciano ad avere effetto.
I dati recenti però dicono che potrebbe volerci più tempo, mentre l’ultimo rapporto del World Economic Forum avverte dei rischi di una nuova crisi finanziaria causata proprio dalle spese governative che dovrebbero salvare le economie dalle tubolenze del sistema finanziario globale.
VIDEOGIOCHI ITALIANI
Postati in basket, fueps, idoru, italia, milestone, rcs, videogiochi su dicembre 12, 2008 da davidesher
Che piaccia o meno, il mondo dei videogiochi, delle simulazioni virtuali, e’ il futuro. Il futuro dell’intrattenimento, il futuro dell’apprendimento e il futuro dell’insegnamento. Le tecnologie usate nei videogiochi, dai kit di sviluppo alle console stesse, dai motori grafici alle schede grafiche, sono all’avanguardia del mondo consumer ma anche professionale (dal campo militare al quello medico).
Le potenzialita’ di crescita sono impressionanti. Ovunque, dall’america all’asia, nel sud e nel nord europa. Ovunque ma non in italia. In Italia non c’e’ quasi nessuno che fa videogame come si deve. Fortunatamente, cosi’ come l’italia rappresenta un’eccezione in negativo rispetto al trend mondiale, ci sono due o tre aziende italiane che rappresentano un’eccezione in positivo rispetto al trend nazionale. Queste sono Milestone, che fa giochi di moto di livello mondiale, Artematica, che si diletta in numerosi titoli dall’appeal limitato ma comunque di un buon livello qualitativo. E idoru, che si e’ specializzata in titoli di basket e pallavolo per PC, assicurandosi le licenze italiane e il supporto di partner come la Gazzetta e Sky.
La cosa impressionante e la difficolta’ di mandare avanti un’azienda che sviluppa videogiochi in Italia. Visto che i nostri governanti non sanno bene cosa sia questa tendenza che coinvolge oltre 300 milioni di possessori di console nel mondo e almeno il quadruplo delle persone che in un modo o nell’altro gioca su PC, e’ difficile spiegare (a livello fiscale o per ottenere fondi) cosa significhi fare videogame. Molti pensano che fare videogame sia un gioco. Ma non lo e’. Ci vogliono tanti soldi, tante persone, tanto tempo e tanta abilita’.
Onestamente mi stupisco sempre di quello che gente come il mio amico Paolo Giacomello, fondatore e presidente di Idoru, sono in grado di fare. Dei veri e propri salti mortali. Devono conoscere tutti, essere sempre attivi, stringere accordi a tutti i livelli con ogni azienda che te ne da l’opprtunita’, fondare nuove aziende per raccogliere capitali. E nel frattempo gestire un team che deve realizzare un prodotto estremamente complesso con una scadenza precisa e molto breve.
Non so cosa cambiera’. Alcune aziende italiane che operano nel mondo videoludico sono cresciute negli ultimi anni ma sono ben lontane dall’eccellenza di Paesi come UK, Francia, Svezia, e persino Spagna, Russia e tutta l’Europa dell’Est. Paolo adesso ha stretto un accordo per lanciare Planet Basket, videogioco ufficiale del campionato italiano di Basket (giunto al terzo anno), anche online sul sito Fueps.it di RCS. La versione spagnola ha ottenuto un grande successo nella penisola iberica e presto arriveranno nuove versioni europee, anche per console.
Speriamo che sia l’inizio di qualcosa di piu’ grande.
UN ALTRO SUCCESSO DELLA MARIA
Postati in america, antidolorifici, decriminalizzazione, ipocrisia, italia, mafia, marijuana, oro verde del sud, ricerca, salute, svizzera su dicembre 12, 2008 da davidesher
Naturalmente gli scienziati hanno scoperto un nuovo potenziale effetto benefico di sostanze sviluppate studiando la cannabis. Ma va? E’ la pianta perfetta, cresce ovunque, mi sembra ovvio che possa fornire spunti per innumerevoli studi su nUove rivoluzionarie sostanze che ci faranno vivere tutti meglio. L’ultima ricerca che mi è capitata sotto mano riguarda gli effetti antidolorifici del ricettore cannabinoide CB2:
Ecco il link all’articolo su Panorama.it:
http://blog.panorama.it/hitechescienza/2008/11/27/antidolorifici-senza-effetti-collaterali-si-torna-a-parlare-di-cannabis/
Su questo blog aggiungerei che la pianta della marijuana è una pianta perfetta. Cresce ovunque, facilmente. Ha un profumo buonissimo, si può fumare, mangiare, ci si possoo fare vestiti e funi, carta e persino bevande. Lo studio della marijuana come fonte di possibili nuove medicine credo che sia stato danneggiato e rallentato dall’idea negativa della pianta che è stata trasmessa all’opinione pubblica negli ultimi 100 anni. Credo che supportare almeno lo studio scientifico della cannabis sia un primo passo importante verso l’accettazione totale di questa pianta i cui effetti psicotropi sono, nella mia opinione, negati solo in caso di abuso e che l’abuso di mairijuana è molto più raro dell’abuso di sostanze psicoattive legali come nicotina, alcol, valium o altri farmaci.
In california è stato legalizzato da circa due anni l’uso della marijuana medica. Il risultato è un mix di consumismo e genialità americana, con medici che fanno consegne di ricette e spinelli a domicilio e numeri gratuiti per avere le ricette pubblicizzati ovunque, dalretro degli autobus ai cessi dei bar. Particolarmente divertente è anche la possibilità di utilizzare come difesa per uno spacciatore di erba in tribunale la possibilità di farsi riconoscere come “caregiver” cioè la persona che, cresce, procura o tiene la maria per un medico che deve prescriverla ai suoi pazienti. Tanto più che la maria può essere prescritta come antidolorifico per i dolori dorsali. E chi non ha dolori dorsali dopo una certa età?
Adesso stanno dibattendo se legalizzarla definitivamente in Svizzera. Sarebbe fantastico. Devo dire che in effetti l’America e la Svizzera sono i due paesi che odio di più per la loro ipocrisia. Però se veramente questi due paesi legalizzassero la marijuana definitivamente diverrebero davvero degli esempi di intelligenza socioculturale. Ne avrebbero davvero bisogno.
In Italia questo non è possibile. Anche se per molte cose siamo molto meno ipocriti delle società anglosassoni, sulla marijuana ci sono alcuni fattori che rendono la sua legalizzazione particolarmente dififcoltosa. Mentre america e svizzera sono in grado di fare due conti e giungere alla conclusione che la decriminalizzazione della marijuana non può che essere benefica per lo stato (riduce i costi della popolazione carceraria, aumenta i possibili introiti da tasse e sanzioni amministrative) in italia vigono concetti superati (ma mantenuti in vita dalla chiesa e dalla mentalità cattolica) per cui anche se conviene allo stato non si possono condonare le cose considerate (dogmaticamente) moralmente sbagliate. Io personalmente credo anche che, oggi sempre di più, sarà impossibile legalizzare la marijuana perchè è la mafia a guadagnarci di più dal commercio (e dalle coltivazioni) illegali (l’oro verde del sud) e si sa che la mafia ha molta voce in capitolo su quello che deve e non deve essere tollerato.