LE DUE FACCE DELL’ITALIA
In Italia gli episodi di intolleranza verso gli stranieri, più o meno i linea con le nuove leggi varate nel cosiddetto “Pacchetto Sicurezza”, si susseguono a una velocità spaventosa e denunciano la grave mancanza di sensibilità e umanità che caratterizza una sempre più consistente parte del popolo italiano. Tanto che la Chiesa Cattolica stessa, da sempre pilastro dei partiti conservatori e reazionari che tendono verso il centro-destra dello spettro politico, è oggi l’unica plausibile opposizione morale a un governo che si muove a passo spedito verso un autoritarismo populista fondato su una retorica discriminatoria che cerca di addossare alle fasce più deboli della popolazione le colpe storiche di una classe dominante corrotta e indolente.
I problemi nascono alla radice. Come ci si può aspettare una consapevolezza sociale da un popolo che tra i propri governanti, con il 75% dei consensi, annovera il partito di una creatura spesso intrecciata con personaggi mafiosi quale Berlusconi alla guida di quel PDL che cerca per i suoi sostenitori la “Libertà”, intesa come “Impunità”, nel quale è confluito il partito figlio del movimento fascista, e alleato con un partito apertamente razzista e xenofobo, nato dalla discriminazione verso i meridionali? Purtroppo il paradosso maggiore è che la corrente ex-fascista guidata da Gianfranco Fini è l’unico bastione rimasto della democrazia in questo governo e che la corrente xenofoba guidata dai seguaci di Umberto Bossi è l’unica a perseguire interessi che non siano solo ed esclusivamente quelli di mafie e altre organizzazioni criminali e repressive, parlando occasionalmente a tutela di lavoratori e imprenditori (nord) italiani. Questo perché i cocci dell’opposizione di sinistra, quel Partito Democratico così carico di aspettative quando fu fondato solo due anni fa, sono, appunto, cocci; incapaci e troppo impauriti per far fede a promesse elettorali di vero cambiamento. Purtroppo, agli italiani, anche a quelli non intolleranti e immuni al bombardamento mediatico berlusconiano, votare PDL conviene.
Così si verificano episodi come quello dell’ospedale di Brescia che denuncia un paziente per il suo status di immigrato irregolare o la preside del Liceo Professionale di Verona che chiama ad alta i voce i nomi degli studenti stranieri per decidere se ammetterli o meno agli esami di fine anno, o i baristi di Milano che uccidono un giovane immigrato a sprangate per aver rubato delle patatine al grido di “sporco negro” e il giudice che nega che l’episodio sia riconducibile a una discriminazione di stampo razziale. Oppure Mario Balotelli, il centravanti nero (e italiano) dell’Inter e della nazionale italiana Under 21 che gioca al coro di “sporco negro” in quasi tutti gli stadi d’Italia, con la giustificazione che, a monte, la colpa è sua per essere troppo “focoso” sul campo da gioco. Per culminare con Berlusconi che dichiara che “Non vogliamo che l’Italia diventi multiculturale”, come se non lo fosse già, come se non avesse bisogno di esserlo. L’aspetto più triste, controverso e ingiusto è che questi comportamenti non sono solo tollerati ma sono addirittura incoraggiati dal governo e dalle sue leggi.
Il “Pacchetto Sicurezza”, passato alla camera il 13 maggio scorso, stabilische ad esempio che uno straniero che si introduca illecitamente nello Stato può essere punito con fino a 4 anni di reclusione. Naturalmente si tratta solo di retorica politica, visto che le carceri italiane sono così sovraffolate che solo quattro anni fa sono stati rilasciati oltre 30.000 criminali, tra cui anche criminali violenti, per l’indulto approvato dal centrosinistra con la piena approvazione del centrodestra (molti membri del quale ne hanno beneficiato in prima persona). «È una sciocchezza il reato di immigrazione clandestina, come è inaccettabile che medici ed insegnanti debbano denunciare, così come è ancora più assurdo che un bambino immigrato clandestino non possa essere iscritto all’anagrafe», ha commentato al riguardo Piero Fassino, uno degli esponenti più in vista di quel che resta dell’opposizione.
Paradossalmente la pratica di respingere le barche di disperati, l’azione di governo più criticata all’estero, dall’ONU e dall’UE, può essere vista come la meno sbagliata, sia perché evita agli immigrati di trovarsi in un Paese che non li apprezza, li ripudia e gli rende impossibile l’integrazione, sia perché, in effetti, se l’Italia non è capace e non ha i mezzi sociali e morali per accogliere giovani stranieri che devono aiutare a costruire il futuro di un Paese dove un quarto della popolazione ha più di 60 anni (rendendolo statisticamente il più vecchio Paese al mondo), allora è meglio che giaccia nella fossa che si è scavata. Tanto più che il resto d’Europa, tanto critico dell’Italia, non ha mai mosso un dito per aiutare le nazioni del sud a fronteggiaree appropriatamente un fenomeno che riguarda e interessa l’intero continente.
Eppure questa è solo una faccia della medaglia, la più brutta. Dall’altro lato c’è un’Italia aperta, ricca di cultura e persone accoglienti. L’esatto opposto della massa razzista e xenofoba. Queste persone, oltre che essere presenti nella vita di tutti i giorni di immigrati da ogni parte del mondo, dedicano il loro tempo e le loro conoscenze ad aiutare i più deboli. E per trovarle non bisogna necessariamente scavare tra le iniziative a sfondo religioso. Ad esempio, oltre ai tanti medici che, nel contesto di un sistema sanitario tra i migliori al mondo, accolgono e curano persone da ogni parte senza fare domande, c’è il NAGA, un’associazione laica ed apartitica che offre assistenza legale e sanitaria agli immigrati clandestini.
Ho recentemente visitato i lcentor medico del NAGA a Milano. Parlando con uno dei medici in pensione che oggi si occupa principalmente di gestire gli aspetti organizzativi ed editoriali, ho scoperto che offre cure ambulatorie a oltre 15.000 persone ogni anno, con consultazioni psicologiche, etnopsichiatria e, attraverso un camper trasformato in ambulatorio mobile, cerca di raggiungere le persone che vivono in campi rom e baraccopoli. Attraverso un altro centro, situato sempre a Milano, il NAGA offre supporto legale a oltre 2.000 persone nei due carceri della città (San Vittore e Bollate), e aiuta gli immigrati a ottenere e rinnovare documenti di soggiorno e permessi di lavoro. Il centro NAGA-Har poi offre aiuto ai richiedenti asilo politico, ai rifugiati e alle vittime della tortura. Il vice-sindaco di Milano ha recentemente dichiarato che “mentre il governo si appresta giustamente a emanare ulteriori provvedimenti a contrasto dei clandestini […] c’è chi si schiera con i 40.000 extra-comunitari che vivono nell’illegalità…”. “Il vice sindaco ha ragione”, ha risposto il NAGA attraverso la sua pubblicazione mensile Nagazzetta, “siamo proprio noi quelli che si schierano con i 40.000 extra-comunitari che vivono nell’illegalità. E non solo loro ma con tutti, stranieri e italiani, titolari di diritti fondamentali Ci schieriamo con con coloro che, pur essendo irregolari hanno diritto ad accedere alle cure mediche; ci schieriamo con chi vorrebbe regolarizzarsi ma non può, ci schieriamo con coloro che, pur essendo irregolari, in caso di violenze o discriminazioni, hanno diritto di sporgere denuncia [...] Ci schieriamo con chi, ad oggi, pur essendo irregolare non commette per questo alcun reato”.
La domanda che sorge spontanea è: se il sistema legale italiano tollera la corruzione (vedi il recente caso Berlusconi-Mills), il razzismo, la discriminazione e l’abuso da parte della faccia più brutta dell’Italia, penalizzando chi cerca solo un futuro migliore, perché la faccia migliore dell’Italia dovrebbe tollerare il sistema legale?